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Salve, oggi ti propongo un articolo in tema con il periodo estivo. Si avvicina il periodo delle vacanze ma non tutti riescono a goderselo...
Scopri il perché in questo breve contributo tratto dal sito www.psiche.org.














Molti conoscono la cefalea del fine settimana che colpisce sempre quando non si lavora. Una sindrome che parla di un modo troppo rigido di dividere mentalmente piacere e dovere.
I periodi di vacanza , i week-end e  le feste di solito, dovrebbero essere momenti di svago in cui hai l’opportunità di divertirti, di essere libero e spensierato, ma scatta sempre qualcosa che ti costringe a fermarti. E’ esattamente quello che accada a chi soffre di cefalea da week-end o a chi si ammala alla vigilia delle feste e le trascorre a letto. In realtà, ciò, rivela aspetti interessanti.

Un motivo per chi soffre di questa sindrome può essere il dividere nettamente la propria vita in lunghi periodi in cui prevale l’impegno e doveri e brevi parentesi di svago e di divertimento in cui infili tutte le tue aspettative, i tuoi bisogni , gli affetti e le relazioni.
E’ questo modo di pensare a essere una trappola, non la malattia che si manifesta per ricordarti che non esistono giornate di solo lavoro e di solo svago, che non si dovrebbe arrivare a esaurire tutta la propria energia aspettando il momento in cui, finalmente, si potranno ‘ricaricare le pile. Questi sintomi stanno cercando da tempo di indicarti che è ora di cambiare strada, di provare ad essere meno rigido con te stesso, di trovare un po’ ogni giorno, il piacere di scoprire cose nuove e di stare con gli amici. Con questa modalità più fluida e naturale di affrontare la vita, tornerà anche un equilibrio interiore.
Un altro metodo utile per chi è affetto da questa sindrome è iniziare a divertirsi anche nei propri doveri. Iniziare a divertirsi anche negli impegni quotidiani , è la chiave per non caricare troppe aspettative i momenti di pausa e non viverli come ‘ultima spiaggia’.

Il mal di vacanza non va confuso con l’ipocondria. Nel secondo caso la mente è costantemente in ascolto del corpo. L’attenzione tutta rivolta al corpo è un modo distorto per occuparsi di sé , perché in realtà non si fa abbastanza attenzione a ciò che davvero è importante: bisogni, conflitti, emozioni represse, dolori cui non ci si abbandona per paura di venirne  travolti  ..tutti stati interiori che portano a vivere con ansia e lontano da sé.
 
 

Dr. Matteo Mentuccia

Dr. Matteo Mentuccia, psicologo, mental coach e psicoterapeuta

Sono un Mental Coach, Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Dinamico Integrato, iscritto all'ordine degli psicologi del Lazio (n° iscrizione 20283), svolgo la libera professione a Colleferro e a Roma.

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